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Eventi

Manifestazioni ed eventi nautici
organizzati da Velavacanze

Egadi crociere in barca a vela Giugno

Evento

Egadi crociere in barca a vela Giugno

Descrizione Favignana, Levanzo, Marettimo e San Vito lo Capo
 
Imbarchi individuali, alla cabina o di gruppo con intera imbarcazione ad uso esclusivo. Nessuna esperienza richiesta!!!
 
Quote di partecipazione cabin charter:          

  • 2 - 9 Giugno       500,00  6 posti disponibili
  • 9 - 16 Giugno     Completa
  • 16 - 23 Giugno   Completa


Quote intera imbarcazione con skipper (max 8 pax)
         

  • Settimana          3.500,00         
 
La quota include:
Sistemazione in cabina doppia, barca e tutte le attrezzature, tender con fuoribordo, lenzuola, pulizie finali, skipper.
 
 
La quota non include:
Gasolio uso motore, cambusa, porti.
 
Pagamenti:
Acconto alla prenotazione 50%
Saldo entro 30gg prima della partenza
 
 
Base Trapani
Imbarco ogni sabato dalle 17,00 in poi
Barca Bavaria 44 Scheda | PDF

Egadi

Itinerario



Una magnifica crociera, in barca a vela o catamarano, alla scoperta delle stupende isole dell'arcipelago delle Egadi che comprende tre isole principali: Favignana (la maggiore), Levanzo (la minore) e Marettimo, e due grandi scogli, Maraone e Formica, che emergono dalle acque azzurre del Tirreno, a poche miglia da Trapani.
Le acque limpide e le coste affascinanti, i piccoli rilievi, le baie, le grotte, e poi il particolare richiamo della tonnara (una delle poche superstiti in Sicilia), fanno delle isole Egadi una apprezzata meta turistica e balneare. Il toponimo "Egadi" significa "favorevole, propizio", forse in riferimento alla mitezza del clima e alla pescosità del mare.
La storia delle Egadi ha origini molto antiche: sono tuttora visibili i segni delle culture dell'età dei metalli. Abitate sin dalla preistoria e conosciute anche in età classica, queste isole appartennero alla famiglia Pallavicini-Rusconi fino al XIX secolo, quando la proprietà della Tonnara passò ai Florio e poi ai Parodi.

FAVIGNANA
, “la grande farfalla sul mare” così come venne definita dal pittore Salvatore Fiume negli anni ’70, è il capoluogo e l’isola maggiore dell’arcipelago delle Egadi.
L’isola era conosciuta nell’antichità con vari nomi come Aponiana, Katria, Gilia, Aegusa in latino o Auegusa (dal greco “isola delle capre” per la loro abbondante presenza sull’isola). Favignana viene ricordata anche da molti scrittori antichi quali Plinio, Polibio, Nepoziano, l’anonimo Ravennate e dai geografi arabi era conosciuta col nome di Djazirat ‘ar Rahib (“isola del monaco o del romito”, per via del castello che si erge sulla sommità dell’isola, in cui avrebbe vissuto, per l’appunto, un monaco). Il nome attuale dell’isola risale al Medioevo e deriverebbe dal nome del vento Favonio proveniente da Ovest.

Spiagge, grotte ed immersioni
Per la sua conformazione geomorfologica l’isola offre sia spiagge che grotte. Favignana è meta perfetta per coloro che amano le mete balneari, caratterizzate da acque limpide e trasparenti. Essa offre infatti location diverse per incontrare i gusti di tutti: sono presenti spiagge con sabbia fine e dorata come Cala Azzurra, Lido Burrone, i Calamoni; oppure suggestive calette di sabbia e ciottoli localizzate nella zona di Punta Lunga, del Preveto, dei Faraglioni e Punta sottile, da cui si godono tramonti mozzafiato di rara bellezza in cui il cielo si tinge di colori meravigliosi. Numerose inoltre sono le zone che regalano caratteristiche insenature perfette per fare snorkeling. Particolare è la famosa Cala Rossa che offre sia rocce che sabbia incastonate in un mare che abbraccia le sfumature che vanno dal blu al celeste.Non mancano le zone tipicamente rocciose per chi ama tuffarsi, come Grotta Perciata, Punta Fanfalo o il Cavallo. Imperdibili sono poi le grotte marine, raggiungibili in barca, come ad esempio la Grotta dei Sospiri. Numerose sono le esperienze subacquee che si possono vivere negli splendidi fondali di Favignana, Marettimo, Levanzo, Maraone e Formica. Particolarmente suggestive sono ad esempio le immersioni alla secca del Toro e alla Galeotta, assieme a tante altre, con diversi gradi di difficoltà che vanno dalle esigenze dei principianti fino ad arrivare ad attività via via più impegnative per un pubblico di esperti. Ognuna di esse rappresenta comunque un appuntamento da non perdere per vivere il meraviglioso mondo sommerso del mare delle Egadi.

Archeologia e Cultura
Sull’isola di Favignana, che fu regina delle tonnare in Sicilia, non mancano attrattive culturali come ad esempio il museo dell’ex-Stabilimento Florio, che ospita reperti di varie epoche storiche come la “fiasca del pellegrino” risalente al XV sec. contenente del vino e ritrovata nei pressi del Bue Marino, assieme a numerose anfore diverse per tipologia ed epoche. Non meno degni di nota sono il Palazzo Florio, le chiese, i castelli di Santa Caterina e San Giacomo di epoca normanna, le grotte e i siti di interesse archeologico come la Grotta della Stele, la Grotta del Pozzo, le grotte di ficarra II e III, la grotta dello stemma. San Nicola è la zona archeologica per antonomasia dove per esempio sono localizzati il “bagno delle donne” (una sorta di ninfeo di epoca romana) ed i resti di un impianto del pescato e di produzione del garum. Sicuramente ricchi di storia e cultura delle Egadi sono le cave di tufo, vere e proprie opere d’arte: nel passato furono fonte importante di economia per l’isola, oggi appaiono come grandiosi cattedrali scavate da quelle che erano le sapienti mani di veri e propri “maestri” nell’estrazione del tufo chiamati “pirriaturi”. Le più spettacolari cave si trovano nella zona di Scalo Cavallo, Cala Rossa, e Bue Marino. Diretto “prodotto” delle cave di tufo sono i Giardini Ipogei, infatti nelle cave in disuso furono piantati anche numerosi alberi da frutto, posti qui con perizia per essere protetti dai forti venti di superficie dando vita a spettacolari giardini dove il tufo e la natura si uniscono in un connubio perfetto.


LEVANZO
Era conosciuta nell’antichità con vari nomi come Buccina, Forbantia e presso i geografi arabi col nome di Djazirat ‘al Yâbisah (“l’Arida”). Riguardo l’origine dell’attuale nome dell’isola vi sono varie ipotesi: potrebbe derivare dalla metodologia di approvvigionamento idrico impiegato sull’isola, consistente nella secolare leva applicata all’unico pozzo della spiaggia situato a Sud, da qui “leva in su”. Altra ipotesi suggerisce di far derivare il nome dell’isola di Levanzo da una trasformazione del vocabolo “Laepantio”, nome che forse potrebbe trarre origine dal quello di un uomo di illustre stirpe che avrebbe avuto dominio sull’isola o dai marinai di Levanto.

Spiagge, grotte e attività turistiche
La più piccola fra le tre isole delle Egadi, offre suggestive e appartate spiaggette di sassi e sabbia localizzate lungo il sentiero che porta al Faraglione. Nella parte sud-est dell’isola il visitatore potrà apprezzare e godere le splendide acque di due cale, raggiungibili sia da terra che da mare: Cala Fredda, contraddistinta da una spiaggia di sassi e un comodo scivolo, e la più selvaggia Cala Minnola. Per gli appassionati di immersioni, Levanzo offre un itinerario archeologico-subacqueo molto allettante: tra i 27 e 30 mt di profondità tra Cala Minnola e Punta Altarella si trovano i resti di un relitto romano, una cinquantina di anfore vinarie e frammenti di vasellame di ceramica a vernice nera risalenti al I a.C.

Archeologia e Cultura
Famosissima è la Grotta del Genovese risalente al paleolitico-neolitico con i suoi splendidi graffiti e pitture presenti sulle pareti. Alcuni di essi raffigurano animali che l’uomo primitivo si augurava di cacciare, mentre altri raffigurano figure impegnate in una danza rituale, a testimonianza di luogo adibito alla sfera magico-religiosa della vita degli uomini primitivi che lo abitavano. Infine è importante ricordare che nei pressi di Levanzo nel 241 a.c fu combattuta la battaglia delle Egadi che vide impegnati i cartaginesi guidati da Annone contro i romani guidati da Caio Lutazio Catulo. Questi ultimi, nascondendosi nella parte nord dell’isola,riuscirono a prendere di sorpresa i cartaginesi provenienti da Marettimo e a vincere.

MARETTIMO
Marettimo era conosciuta nell’antichità con vari nomi, tra cui Iera (“la sacra”) e presso i geografi arabi col nome di Djazirat Malîtmah. Il nome attuale dell’isola potrebbe prendere origine dalla fusione delle parole mare – timo, ipotesi che trae la sua formulazione dall’abbondanza di timo presente su quest’isola.

Spiagge, grotte e attività turistiche
Marettimo è la più selvaggia ed incontaminata delle Egadi. Grazie alla sua lontananza, alla natura impervia della montagna e allo scarso impatto dell’uomo sull’ambiente, essa conserva un patrimonio vegetativo e faunistico molto prezioso, dove sono riuscite a vivere specie rare pressochè uniche del Mediterraneo. Questa sua ricchezza ne fa una meta imperdibile per tutti gli amanti della natura e del trekking grazie ai sentieri realizzati dalla forestale.Marettimo è ricchissima di grotte, sia emerse che sommerse e ne conta circa 400, visitabili in un periplo dell’isola. Le grotte marine sono il suo fiore all’occhiello, veri e propri capolavori creati dalle sapienti mani di una natura che le ha scolpite per secoli, come ad esempio la Grotta del Tuono o del Presepe, famosa per le sue stalattiti e stalagmiti, o la Grotta del Cammello. Non mancano poi piccole e meravigliose baie di ciottoli raggiungibili in barca. L’isola presenta poche spiagge raggiungibili da terra proprio per via della sua conformazione geomorfologica, fra queste si possono citare la bellissima Cala Bianca con la piccola e suggestiva conca e la stupenda spiaggia di sassi situata alle pendici del promontorio di Punta Troia. Anche Marettimo offre splendide esperienze per gli appassionati della subacquea, come ad esempio l’immersione fuori dalla costa ove si trova il relitto di un mercantile, l’immersione in grotta su fondale di 30 m., l’immersione alla Secca del Cammello e tante altre dove è possibile godere della bellezza di acque incontaminate e cristalline e ammirare la flora e la fauna marina.

Archeologia e Cultura
Immancabile è un itinerario che abbracci la storia e l’archeologia a Marettimo, rappresentato dalla visita a “Case Romane” e alla chiesetta bizantina, il primo è un edificio romano in opus reticolatum di età tardo repubblicana di carattere militare-difensivo. La chiesetta bizantina è invece un edificio religioso risalente ai primi secoli del cristianesimo, si ipotizza che sia stata eretta intorno al 1000-1100 per iniziativa di monaci di rito bizantino su di un sito precedentemente adibito al culto cristiano. Imperdibile la visita al castello di Punta Troia di epoca normanna e recentemente ristrutturato, ubicato sull’omonimo promontorio, da cui si gode una vista spettacolare.


La Mattanza

Fino a una quarantina d'anni fa la mattanza dei tonni era uno spettacolo tradizionale lungo le coste siciliane, oggi invece sopravvive in pochissimi luoghi. Favignana è tra questi. La mattanza (dallo spagnolo matar, uccidere) si svolge tra fine aprile e metà giugno e, pur nella sua finalità diretta a catturare i tonni da vendere sul mercato, riassume storicamente nella mente delle genti di Sicilia il valore simbolico dell'eterna lotta tra l'uomo e la natura, qui in forma di animale (ci viene in mente la corrida spagnola o la lotta titanica tra il marinaio e il marlin ne "Il vecchio e il mare" di Hemingway): rituale popolare, tradizione corale, cerimonia intensa e crudele, intrisa di forti significati culturali.
I branchi di tonni spinti dalle correnti orientali del mediterraneo si ritrovano ogni anno a primavera nelle calde acque del Canale di Sicilia per l'accoppiamento, ed è qui che i pescatori organizzano il sofisticato metodo di cattura, secondo una tecnica antica e rigidamente codificata.
Gli animali vengono dapprima guidati all'interno di un sistema di reti e ancore galleggianti che li incanala verso la "camera della morte"; a questo punto le imbarcazioni chiudono da ogni lato il quadrilatero e i tonnaroti issano la rete dove i tonni soffocano, storditi per la mancanza di spazio e di acqua.
E' il momento della mattanza: i marinai colpiscono i tonni con gli arpioni e li issano sulle barche, mentre l'acqua diventa rossa del loro sangue in un crescendo impressionante.
Al di là dei fatti simbolici comunque il lavoro delle tonnare siciliane rappresentava in passato una voce complessa e importante dell'economia, con grandi stabilimenti (oggi splendidi esempi di archeologia industriale) e una vera attività imprenditoriale, con un forte indotto, per la lavorazione e la conservazione del pesce.
Nelle isole le tonnare sono importanti per l'economia sin dal 1453, quando divennero titolo di baronia. Seguendo poi il flusso degli interessi marittimi e commerciali dei liguri verso quest'arcipelago, i Pallavicini-Rusconi, banchieri genovesi, ottennero nel seicento da Filippo IV di Spagna l'arcipelago e le tonnare, in cambio di un loro grosso credito. Nel 1878 i Florio, anch'essi di origine ligure e grandi imprenditori, con due milioni di lire in contanti divennero proprietari di tutto; fu questa famiglia a rendere moderne le tonnare e a creare gli stabilimenti industriali per la lavorazione dei prodotti ittici. Successivamente arrivarono i Parodi, i quali ne divennero a loro volta i proprietari, confermando il rapporto esistente tra Egadi e Liguria.


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